Arte come visualizzazione creativa

FENOMENOLOGIA: qual è il significato di questo termine?- Discorso sui fenomeni emanati da una realtà. Ciò che appare di essa. A una realtà corrispondono certi fenomeni; a un’altra, ulteriori (e diversi) fenomeni.

Se osserviamo le opere d’arte create fino a tutto il XX secolo, possiamo constatare che riflettono realtà sostanzialmente “terrestri”, individualizzate, quasi sempre macroscopiche: espresse nel ritratto, nel paesaggio, nella natura morta, nella statua, nel gruppo statuario, nel bassorilievo e simili. Entità situate sulla Terra o traslate idealmente in una sfera extraterrestre ma rientranti nell’una o nell’altra delle tipologie ricordate; situazioni visive statiche, fissate in un momento del tempo. Raramente troviamo tentativi di cogliere visivamente una realtà cangiante, dinamica o metamorfica. Ha tentato di rendere visibile questo secondo scenario il movimento futurista fondato da Filippo Tommaso Marinetti, attraverso artisti precorritori come Boccioni e Balla, giustamente celebrati per aver cercato di evidenziare la velocità, la trasformazione,  la transitorietà, ecc. e cioè gli aspetti di una realtà transeunte e non definitiva.

Considerando ciò che avviene nella scienza del XX secolo, ci accorgiamo che la realtà messa in evidenza dalla termodinamica, dalla meccanica quantistica e dalla cosmologia ( oltre che dall’elettronica, dalla fisica delle particelle elementari, dalla biologia) è profondamente diversa da quella incorporata nelle opere d’arte di quel secolo. Si tratta di una realtà dissipativa, formata da strutture minimali e da quanti; avviata, per entropia, a una dissoluzione finale; e continuamente mutevole. Il principio di permanenza e di stabilità non esiste in questa realtà. Di conseguenza da essa deriva una fenomenologia del tutto diversa rispetto a quella che si dava quando lo scenario scientifico non aveva aperto le fonti conoscitive sopra indicate.

Perciò, uno dei grandi problemi che si aprono già alla fine del XX secolo, ma più ancora nel XXI, è di “visualizzare” i fenomeni corrispondenti a tale ultima realtà. E’ un problema che può aprire all’arte nuove prospettive, nuovi campi di esperienza creativa.

Cos’è la VISUALIZZAZIONE? – Il procedimento col quale sono resi visibili fenomeni ed eventi  di per sé occulti o nascosti. Finora l’arte ha preferito creare prodotti visibili che si trovano anche nella natura che conosciamo. Attualmente è importante comprendere se certi aspetti della realtà che si sono evidenziati con l’avvento delle scienze ricordate possono essere “catturati” attraverso procedure più o meno difficili di visualizzazione. In particolar modo il mondo delle particelle elementari, ma anche il vario assetto fenomenologico che fa capo alla realtà occulta evocata dalle scienze emerse (o perfezionate) nel XX secolo nei settori chiave della vita intellettiva.

Ciò non è solo possibile, ma auspicabile. Perché nella presente fase storica la visualizzazione di fenomeni precedentemente non considerati è diventata un “bisogno” culturale di primo piano. Gli scienziati cercano spesso di soddisfare tale bisogno, forse perché visualizzando un fenomeno si riesce meglio a capirlo; cose ancora non dimostrate sperimentalmente possono essere anticipate mediante un’intuizione estetica. Nella nuova fase la visualizzazione si avvale dell’immaginazione dell’artista, e ciò può aprire la strada a intuizioni che la ricerca sperimentale potrebbe confermare. Non si può negare quindi che un’arte pronta a questa esperienza abbia un senso cognitivo, dato che può anticipare con immagini qualcosa che potrà essere constatato in un secondo momento attraverso la sperimentazione o la scoperta di nuovi principi scientifici.

Si può dire che le scienze apparse, o sviluppate, nel XX secolo (in particolare la meccanica quantistica) aprano all’arte un tramite per immaginare e creare forme inedite, per chiarire, per esempio, cosa sia la quarta dimensione, quali percorsi compia l’energia, quali effetti determini la luce a livelli subatomici, cosa sia la complessità. Si dà il caso che quest’ultima elimini gli aspetti assoluti dell’esistente dato che è prodotta da un insieme di parti che si condizionano l’una con l’altra, portando a risultati diversi dalla somma di ciò che proviene dalla singole parti. La complessità si presenta dunque come incapace di figurare degli assoluti e aspetta di essere visualizzata, nonostante la difficoltà che tale operazione comporta, già constatata da scienziati come Ilya Prigogine.

La forma va pensata, ormai, come intrinsecamente mutevole, instabile, caleidoscopica. Come tale investe di sé l’universo degli oggetti, l’architettura, il design, l’industria delle strutture mobili, in breve ogni sorta di essenza possibile e immaginabile. Questo tipo di forma è adatta per affrontare molti problemi di spazialità, di energia, di assetto territoriale, di invenzione di realtà extraterrestri ecc.; non ha soltanto una vocazione estetica, ma anche una missione pratica. Può consentire l’ideazione di entità scomponibili e ricomponibili, destrutturabili e ristrutturabili, di centri abitativi adattabili a finalità alternative, di concentrazione o dispersione di popolazioni, di procedure didascaliche, di metodi terapeutici, ecc. Tutto ciò che è provvisorio e transeunte rientra sostanzialmente nelle sue possibilità ed anche ciò che non è esistente nella quotidianità visiva del nostro pianeta.

E’ prevedibile che nel clima culturale creato dalle scienze emerse nel XX secolo venga meno per l’arte l’antico bisogno di visualizzare l’assoluto, di affermarne la totale purezza, la potenzialità simbolica basata “sull’eternità”. Si apre la strada ad un’arte relativistica, multiforme, coerente con i bisogni instabili delle persone. Se crolleranno nell’universo del pensiero i presupposti teorici dell’assoluto anche l’arte seguirà un processo analogo e la visualizzazione di nuove e diverse entità diventerà inevitabile.

I settori fenomenici che le scienze ricordate mettono in evidenza sono molto più ampi di quelli su cui riposava l’arte del periodo precedente. E’ questo un fattore culturale molto importante perché allarga gli itinerari conoscitivi ad ambiti di incredibile varietà e profondità. La potenzialità dell’allargamento è enorme.

A tutt’oggi la critica d’arte non è preparata a capire l’importanza della visualizzazione; essa continua a servirsi – come non pochi artisti – di forme metaforiche che eludono il problema al quale ci troviamo di fronte. Le forme metaforiche si sono diffuse oltre ogni limite ma nulla aggiungono alla conoscenza della realtà, sono solo mezzi retorici. La visualizzazione invece apre all’arte un territorio sconfinato e col suo apparire stronca il mondo delle metafore e le applicazioni commerciali di questo.

A questo punto alcune definizioni paiono essenziali:

Campo fenomenico: è il territorio conoscitivo che include una certa tipologia di fenomeni facenti capo ad un nucleo caratterizzante.

Evento fenomenico: è la manifestazione, normalmente seriale, dei fenomeni rapportabili a un campo fenomenico.

Mutamento fenomenico: l’insieme dei cambiamenti che seguono l’evento nella sua evoluzione.

E’ evidente che si potrebbe individuare un numero altissimo di campi fenomenici; ma volendo concretizzare praticamente lo stimolo che deriva dalla nuove scienze, si possono esplicitare alcuni campi molto significativi: come cerco di fare nella Tabella che segue.

Quest’ultima indica alcuni campi fenomenici rilevanti, e si estende ad eventi ad essi collegati, lasciando ovviamente aperta l’individuazione di altri che potrebbero essere a loro volta descritti. La Tabella non comprende invece i mutamenti fenomenici che sono una conseguenza normale degli eventi stessi e che ovviamente presentano una particolare difficoltà di rappresentazione tuttavia non insuperabile.

 

TABELLA DI CAMPI FENOMENICI

 

CAMPI FENOMENICIEVENTI FENOMENICI
FORMA
Ideazione di forme nuove;
Dissipazione;
Dissoluzione;
Trasparenza;
Compenetrazione;
Trasformazione;
Interdipendenza tra forme
FORME E STRUTTURE SUBATOMICHEPaesaggi subatomici;
Effetti della luce sui compendi subatomici;
Interazioni tra strutture;
Rapporto forma/colore;
Variazione del colore;
Rapporto luce/colore;
Illuminazioni cosmiche
COSMOCorpi cosmici, stelle, pianeti, comete, supernove, ecc;
Campi magnetici;
Eliosfere;
Buchi neri, ecc
ONDE E CORPUSCOLIQuanti;
Fotoni;
Bosoni;
Neutrini;
Energia;
Onde a bassa e alta frequenza;
Dispersione entropica;
Correnti quantistiche, ecc
BIOLOGIA MOLECOLARENeuroni;
Plessi;
Acidi nucleici;
Fisiologia dei meccanismi cellulari
STORIA SOCIOLOGIAReviviscenza dei personaggi storici;
Conflitti;
Rivoluzioni;
Sistemi politici ed economici;
Recupero di eventi storici
PSICOLOGIAStati psichici;
Patologie;
Psicologia delle masse;
Psicologia dei movimenti;
Connessioni tra fenomeni psichici, moda, costumi, ecc
ADVERTISINGSvelamento al pubblico di persone o prodotti e di soddisfare bisogni;
Dinamica dei mezzi di comunicazione adatti agli scopi;
Nuove modalità di comunicazione;
Forme di marketing

 

La Tabella (benché non esaustiva) aiuta a capire quanto grande possa essere l’utilità della visualizzazione per la conoscenza del mondo. Si possono visualizzare molte zone naturalistiche ed umane della realtà. La visualizzazione si costituisce come un nuovo approccio culturale, destinato a diventare un’enorme riserva di esperienze intellettive e visive di cui potranno avvalersi gli uomini del XXI secolo. Sarà un mezzo importante di conoscenza, sia per gli adulti, sia per i bambini; che all’arricchimento cognitivo aggiungerà un tasso notevole di godimento estetico. Imparare visualizzando potrà essere uno degli elementi della formazione umana e della socializzazione. La conoscenza storica avrà attraverso la visualizzazione un’integrazione significativa perché sarà possibile con essa ricostruire la personalità degli individui che nella storia hanno avuto un ruolo e comprendere meglio i fatti storici. La conoscenza del cosmo sarà resa accessibile in forma analitica e dettagliata; la varietà delle forme immaginarie avrà un forte incremento. I processi biologici potranno essere svelati in un modo analitico,; quelli patologici descritti più rapidamente.

Possiamo ora tentare una duplice interpretazione del termine visualizzazione: la visualizzazione conoscitiva, la visualizzazione creativa. La prima definizione allude allo sforzo di visualizzare esaurendosi però in esso; la seconda cerca di aggiungere qualcosa al fenomeno rivelato, qualcosa che in natura non c’è. Si ripropone a questo livello la diade conoscenza/creatività che ha caratterizzato i processi produttivi nell’ultima parte del XX secolo, quando il termine creatività entrò nelle esperienze produttive. L’arte è una della articolazioni fondamentali della seconda accezione perché essa può aggiungere aspetti e significati che da un punto di vista naturalistico la realtà in sè non possiede. Attraverso la creatività l’arte può, per così dire, “integrare la realtà”, attribuirle caratteri che nell’anonima e fredda natura non esistono. La stessa cosa che è in grado di fare la poesia, la musica, ecc. La musica a sua volta una fonte di creatività nella misura in cui propone combinazioni di suoni che non esistono in natura e che quindi si allontanano dal modello onomatopeico per estendersi a livelli profondi di emozione spirituale.

L’arte sembra dunque avviata a trovare nella capacità di visualizzare creativamente un nuovo campo di espansione. Non è avventato ipotizzare che potrà essere questa una delle sue funzioni nei prossimi decenni. Una previsione importante: l’arte come visualizzazione creativa può essere una finestra gioiosa aperta sul mondo tecnologico che sta ovunque intorno a noi, un’alternativa alla ragione scientifica oggi imperante, che è tuttavia una grande conquista del nostro tempo.

Ottobre 2015

Gian Paolo Prandstraller