AUGUSTE COMTE PRECURSORE DELLA SOCIETA’ DELLA CONOSCENZA? IL RITORNO DEL POSITIVISMO NELLE SOCIETA’ ATTUALI

Chi era Auguste Comte e perché ci siamo dimenticati di lui? Filosofo francese nato nel 1798, morto nel 1857, padre di quella corrente filosofica che fu chiamata positivismo ed ebbe un’importanza enorme nel secolo XIX. Il positivismo fu pressochè ignorato e respinto nel XX secolo sotto l’urto delle ideologie che ne rifiutarono la filosofia preferendo ad essa quella dei  pensatori idealisti e nazionalisti che fondarono in quel secolo gli stati totalitari. L’opera fondamentale di Comte è il Corso di filosofia positiva. Le idee di fondo del positivismo comtiano sono grossomodo le seguenti:

Il sapere scientifico è l’unico attendibile e fecondo di risultati; la scienza e la tecnica sono i soli strumenti efficaci per ogni forma di organizzazione della società e per il miglioramento dell’esistenza umana;  la metafisica va messa da parte ed esclusa da ogni tentativo di comprendere la realtà; compito delle scienze è  d’individuare un gruppo di leggi invariabili (leggi naturali) con cui spiegare i fenomeni della natura; scoprire queste leggi è quindi molto importante se si vuole conoscere la realtà e migliorare il mondo; le tecnologie sono essenziali per arricchire e rendere meno faticosa la vita umana.

Questa breve selezione dei principi affermati da Comte è sufficiente a spiegare quanto fosse diversa la posizione del filosofo francese rispetto all’idealismo tedesco che nella stessa epoca ignorava la centralità della scienza e della tecnologia per lo sviluppo della società essendo fondato su nozioni metafisiche espresse come Idea, Assoluto, Natura e simili, considerate principi motori della realtà universale (così in Fichte, Schelling ed Hegel, protagonisti dell’idealismo tedesco).

Le concezioni comtiane sopra evocate inducono a riflettere anche oggi sulla  epistemologia di Comte e sulle conseguenze pratiche di essa. Questo pensatore all’inizio del XIX secolo aveva già individuato tutti i principi su cui oggi si fonda la cosiddetta “società della conoscenza”. Tale società infatti ha come asse portante non questa o quella ideologia ma la scienza e la tecnologia alle quali rimette sostanzialmente il progresso e il miglioramento delle entità sociali avanzate. L’idealismo fu dall’inizio il grande avversario del positivismo; e dall’idealismo derivarono le principali ideologie del XX secolo, in particolar modo il materialismo storico di Karl Marx basato sul rovesciamento in senso economico del pensiero di Hegel. Comte è dunque un riferimento importante per capire la società della conoscenza, sulla quale si basa la speranza di rinnovamento del mondo perchè tutta la produzione odierna  non potrebbe sussistere senza l’apporto determinante e continuo delle scienze e delle tecnologie.

Ciò spiega perché il positivismo stia diventando nuovamente una filosofia essenziale al nostro tempo. Scienza e tecnologia sono all’evidenza tipicamente positivistiche cioè basate non su astrazioni ma su fatti comprovati con metodologie riconosciute dalla comunità scientifica. Esse sono diventate addirittura l’anima profonda della competizione geopolitica tra le grandi potenze. Negli anni ‘80 del XX secolo la superiorità scientifico-tecnologica ha permesso agli USA di mettere in crisi il sistema sovietico (crollato appunto in quel periodo). Oggi,  ancora una volta, le scienze e le tecnologie sono la chiave di volta della competizione tra USA e Cina e pertanto preoccupazione tormentosa  dei leaders di queste potenze.

Auguste Comte aveva dunque ragione quando affermava che il sapere scientifico è l’unico attendibile mentre quello ideologico non porta affatto alla conoscenza della realtà.

Il processo ideologico sofferto dai popoli nel XX secolo ha purtroppo fatto dimenticare la fondatezza dei suoi assunti. Perciò a lui spetta un riconoscimento postumo, un ricordo pieno di gratitudine per essere stato un precursore degli snodi fondamentali dell’epistemologia e della cultura del mondo attuale.

Padova 27 novembre 2017

Gian Paolo Prandstraller