UN’IPOTESI ESTREMA: ANCHE LA CHIESA POTREBBE IMPLODERE? RIFLESSIONE SUL TEMA

Cosa intendo col termine “implodere”? L’autodistruzione parziale o totale di un’entità organizzata, dovuta non a fattori esterni  ma all’incapacità dei suoi membri di gestire tale entità o all’insostenibilità dei fondamenti su cui essa riposa. Con questo articolo vorrei suggerire che per quanto la Chiesa appaia esteriormente compatta e strutturata, vi sono indizi che attestano il pericolo che la Chiesa giunga in un tempo non definibile, ad una sorta di collasso, la cui gravità effettiva è oggi difficile da precisare.

Vediamo in breve la natura di questi indizi. Li raggrupperò in quattro categorie, ovviamente non esaustive, le seguenti:

  • È evidente l’inopponibilità della dogmatica cattolica al sapere scientifico affermatosi nella seconda metà del XX secolo, con discipline come l’astrofisica, la cosmologia, la meccanica quantistica, la termodinamica, le neuroscienze, la biologia evolutiva, ecc. di fronte alle quali il sistema teologico della Chiesa, basato su narrazioni risalenti a più di 2000 anni fa, non regge più. Nozioni come “paradiso” e “inferno” appaiono oggi più come casi di immaginazione mistica che come entità reali. E’ venuta meno di conseguenza la speranza nel paradiso e la paura dell’inferno. Tali prospettive ultraterrene hanno attualmente poca presa sulla gente.
  • La crisi della dottrina nel confronto col capere scientifico può determinare il vacillare della fede a livello di non pochi membri del corpo ecclesiale. Conseguenza di ciò è il possibile allontanamento di tali soggetti dalla morale cattolica, con deviazioni nel campo degli affari, della speculazione economica, della sessualità e in altri settori comportamentali. Appaiono fenomeni come la pedofilia, gli abusi su soggetti dipendenti, le speculazioni affaristiche, l’avidità di denaro, ecc. La frequenza degli scandali è così assidua che non è più considerata notizia degna di attenzione ma per così dire prassi quotidiana.
  • Si ha la caduta delle vocazioni dovuta all’indifferenza delle giovani generazioni rispetto alla missione sacerdotale, e la preferenza di queste generazioni per carriere laicali. Seminari, abbazie, conventi, parrocchie e altre sedi rimangono spesso prive di personale operativo con grave disagio per i fedeli e perdita di potere da parte della Chiesa.
  • Si nota nella Chiesa una notevole difficoltà di mantenere un’autorità di tipo gerarchico estesa alla piramide organizzativa dell’istituzione. Ciò provoca una perdita d’influenza anche a livello del vertice, ossia del Pontefice, che infatti viene contrastato e criticato in vario modo da una parte, soprattutto alta, del clero, rendendo così difficile l’attuazione delle strategie ideate per salvare l’istituzione. La crisi dell’autorità suprema traspare da molti episodi anche recenti e suscita nel pubblico perplessità evidenti.

Alcune considerazioni attorno a ciascuno di questi punti:

  • La discrasia tra le acquisizioni della scienza e i principi biblici sulla genesi dell’uomo e l’origine dell’universo, è diventata palese. Dopo la scoperta della radiazione cosmica di fondo da parte di Penzias e Wilson nel 1964 (che ha determinato l’accettazione dell’idea di big bang) la dottrina creazionista e le storie bibliche sull’origine del mondo sono ormai indifendibili. Tutto l’apparato teorico riguardante tali tematiche appare indebolito, e così pure la dottrina secondo cui un Ente supremo avrebbe mandato sulla Terra (piccolo pianeta di un sole secondario di un altrettanto secondaria galassia, in mezzo a miliardi di galassie) un suo messaggero allo scopo di “salvare” la specie umana.  Il  buon senso impone la domanda: perché tutto questo è capitato proprio alla Terra?
  • Come conseguenza  della crisi del sistema teologico può esservi come già detto perdita della fede da parte d’un  settore ampio della gerarchia, col risultato di trasformare la vocazione di coloro che ne fanno parte in una carriera laica. Lo spirito di questi membri della struttura non può più aderire alla tradizione canonica perché essi intendono la propria presenza nella struttura come un fatto mondano anziché come una missione.
  • E’ comprensibile alla luce di tale crisi, quella delle vocazioni. Essa è coerente con l’indifferenza delle giovani generazioni rispetto al richiamo sacerdotale che viene sostituito con mete diverse anche da persone attratte da una spiccata spiritualità.
  • La discrasia che si sta verificando per il rifiuto delle idee del Pontefice da parte di membri della struttura, determina un contrasto tra questi ultimi e le politiche del Pontefice le quali, diventano così parzialmente inattuabili. Ciò può produrre nel tempo un blocco delle strategie stabilizzanti della Chiesa.

Questo insieme di fenomeni è tale da far prevedere un allentamento della compattezza dell’istituzione. Quando il fenomeno si verificherà apertamente  è impossibile dire, ma tale stato di cose è indubbiamente pericoloso per la struttura ecclesiale. Sono possibili, nel prossimo futuro,  accadimenti che spingano la Chiesa in una direzione oggi non individuabile, ma comunque difficile. Altro  per ora  non si può dire, ma non si può ignorare uno stato di cose che può diventare  dissolutivo.

Gian Paolo Prandstraller

Marzo 2018