CAPITALISMO E LAVORO INTELLETTUALE. SULLA TUTELA DEL COPYRIGHT VOTATA A STRASBURGO

Scopo di questo articolo è di  evidenziare qual è il vero significato del voto di Strasburgo sulla tutela del copyright. Cos’è il copyright? E’ la protezione data dalla legge al diritto d’autore, il quale tutela le opere dell’ingegno riguardanti la letteratura, la musica, le arti visive, gli articoli dei giornalisti, l’architettura, il design, il cinema, la radio diffusione, le banche dati, ecc.

In parole povere: tutte queste produzioni intellettuali dovranno essere retribuite, anziché essere utilizzate gratis dai giganti del web. Semprechè il testo approvato a Strasburgo riesca a superare gli ostacoli successivi entro le elezioni europee del maggio 2019.

Il voto di Strasburgo nasconde in realtà uno dei momenti in cui si sta attuando il rapporto tra il capitalismo e il lavoro intellettuale, un rapporto che non è mai stato facile, ma che è essenziale per capire come si attua questa delicatissima relazione, a mio avviso la più importante dell’economia contemporanea.

Vediamo prima di tutto come si è svolto il rapporto tra capitalismo e lavoro intellettuale. Nel seguente modo: solo le professioni intellettuali (medici, avvocati, commercialisti, ingegneri, architetti, veterinari, ecc.) hanno saputo/potuto ottenere una tutela del loro lavoro entro il contesto capitalistico, cioè la garanzia che le prestazioni professionali avevano diritto ad un riconoscimento economico adeguato, attraverso la tutela stabilita dalla legge in favore del professionista di avere onorari adeguati alla prestazione. Ciò è stato possibile perché i professionisti organizzati in associazioni o ordini hanno ottenuto di essere pagati obbligatoriamente, mentre tutto il lavoro intellettuale non professionalizzato è rimasto privo di tutela. Il lavoro intellettuale insomma ha ottenuto d’essere riconosciuto anche economicamente nella misura in cui si è professionalizzato. Senza questo requisito non aveva diritto ad una ricompensa, salvo i rapporti contrattuali privati con il committente, editore, ecc. L’importanza dell’odierno allargamento è evidente perché tutela invece la maggior parte del lavoro intellettuale non avente finora diritto ad alcun compenso, al di fuori, come detto, dei rapporti contrattuali tra committente e autore.

L’allargamento ha un’importanza enorme perché:

  1. a) significa che il lavoro intellettuale è ormai la sola forma di lavoro che conta nell’economia attuale;
  2. b) senza quel lavoro l’economia capitalistica non può funzionare;
  3. il capitalismo sta affrontando una delle fasi più delicate della sua storia, il rapporto con la scienza, sede tipica di lavoro intellettuale, senza la quale il capitalismo stesso non può sussistere.

Il riconoscimento che il capitalismo per sussistere ha bisogno del lavoro intellettuale risale come minimo agli anni 90 del ventesimo secolo, prima non aveva campo anche se molte forme di collaborazione già esistevamo specialmente in sede militare durante il secondo conflitto mondiale e ancora prima.

Ora il capitalismo subisce una modificazione fondamentale; è per così dire costretto a valersi di scoperte, invenzioni, contributi letterari, ecc. derivati dalla musica, dalle arti visive e così via per attuare i propri fini.

La decisione di Strasburgo è importante appunto come fase del processo appena indicato. La contrastata accettazione, da parte del capitalismo di questa verità, che senza il lavoro intellettuale il capitalismo non può proseguire nei propri itinerari.

Alcune prove macroscopiche di questo fatto. Per esempio: i concerti pubblici dei cantautori; il rilievo assunto dai festival culturali nell’economia del nostro tempo. La figura sociologia del cantautore moderno attesta questa evidenza. Vediamo perché: il cantautore da figura marginale e per così dire eccentrica diventa personaggio economico oltre che culturale che richiama un largo pubblico pagante.

E il festival? E’ oggi una manifestazione spettacolare a carattere tematico che una città, un luogo, organizza per valorizzarsi e attirare un vasto pubblico. Un esempio: il festival letterario di Mantova. La motivazione del festival è la “cultura letteraria” attorno alla quale viene organizzata tutta la manifestazione. E’ un elemento in sé non economico, la letteratura, appunto, ma dal quale derivano conseguenze economiche rilevanti. Gli autori partecipano, fanno conoscere le loro opere, discutono, diffondono messaggi, attraggono l’attenzione del pubblico. Nel festival l’elemento centrale non è quello economico ma quello culturale. Il capitalismo odierno non è solo produzione di oggetti o di servizi intesi nel senso classico del termine,  è economia mossa da un fattore essenzialmente culturale, nel caso, appunto,  la letteratura.

Settembre 2018.