SUL PIACERE NELLA SOCIETA’ INDUSTRIALE AVANZATA. IL PRIMATO DEL PIACERE SESSUALE

Il  concetto che cercherò di sviluppare in questo articolo è il seguente: il godimento sensoriale e intellettivo chiamato comunemente “piacere” nelle società industriali e postindustriali non è visto con sospetto e perfino con ostilità come in precedenza accadeva, ma come elemento necessario allo sviluppo e alla completezza della condizione umana.

Sulla storia del piacere come parte dell’etica ricorderò solo i nomi di Aristippo di Cirene e di Epicuro. Questi pensatori vissuti  attorno al IV secolo a.C. capirono che il piacere non è solo compiacenza verso il desiderio, ma anche e soprattutto elemento necessario per poter esistere.  Ecco la grande rivelazione fatta dai due filosofi che viene riscoperta e valorizzata dalla moderna società industriale  divenendone uno dei fondamenti.

Vediamo perché:

  1. Perché questa società ha dato il massimo valore al “lavoro” che è di per sè faticoso e quindi richiede una compensazione adeguata sul piano edonistico. Per tale motivo il piacere diventa fattore essenziale per il lavoratore, non più elemento etico, ma contenuto inevitabile della vita stessa.
  2. L’uomo attuale capisce razionalmente che di regola noi viviamo ogni giorno aspettando la nostra dose di piacere come fosse qualcosa di dovuto per sopportare le fatiche e le tensioni inevitabili nella vita. Questa acquisizione mentale è di tale importanza che modifica la legittimità del piacere rispetto alla fase precedente. Ogni concezione punitiva di se stessi appare nel nuovo contesto incomprensibile, il termine sacrificio finalizzato alla trascendenza diventa incompatibile con la funzione esistenziale del piacere. Le culture basate sull’autopunizione diventano incomprensibili, appartenenti a un’altra epoca.

L’uomo odierno si domanda quali siano i piaceri per lui più importanti. Difficile ovviamente dare su ciò un giudizio uniforme, ma si può dire che in generale nella scala dei piaceri prevale nella società attuale il piacere sessuale. Le espressioni più tipiche della  cultura odierna hanno dato a questo piacere un posto preminente nel novero delle gratificazioni. Vediamo in esso una vera e propria risorsa esistenziale. Ciò traspare dalla letteratura, dal cinema, dalla pubblicità, dalla satira, dal gossip e perfino dalla conversazione quotidiana. Tali forme sono ormai permeate da questa species  di piacere che il pubblico richiede senza esitazioni e  viene offerto come una sorta di toccasana in ogni occasione. Il concetto di censura un tempo importantissimo ha perduto di fronte a questa tendenza  ogni virtualità ostativa.

Il piacere sessuale è  coronato da una fase che nessun altro piacere possiede, cioè l’orgasmo, la fase apicale del congiungimento sessuale. Dell’orgasmo tutto si sa da un punto di vista fisiologico, ma la sua essenza profonda rimane ineffabile,  estranea ad ogni descrizione. Perciò l’orgasmo può essere considerato il momento supremo del piacere, direttamente legato al fattore riproduttivo ma includente in sé una gamma infinita di gratificazioni sensoriali ed affettive. E’ una meta sognata da tutti, una finalità desiderata e auspicabile.

Il piacere sessuale non esclude alcun altro piacere né alcun’altra esperienza esistenziale;  apre anzi la strada a ulteriori vissuti perché completa la personalità umana, la salva dall’isolamento e la spinge ad avere fiducia in se stessa.

Il fatto che il piacere sia diventato un elemento portante dell’esistenza fa della cultura occidentale  quella più attraente tra le forme culturali esistenti. Le culture che si oppongono o combattono la cultura occidentale devono prendere atto che se non saranno capaci di assimilare a loro volta il fattore edonistico di cui l’occidente si è dotato, difficilmente potranno competere con successo con le stesse sul piano produttivo. Ciò significa che l’elemento edonistico diventa oggi una parte costitutiva dello sviluppo economico oltre che culturale, com’è dimostrato dall’utilizzazione della cultura nei processi economici.

Settembre 2018