NOTE SULL’ESERCITO EUROPEO. MACRON E MERKEL INSIEME PER UN’EUROPA INDIPENDENTE.

Da molto tempo il Presidente francese Emmanuel Macron porta  avanti il progetto d’una forza armata europea. Macron pensa che l’esercito europeo dovrebbe essere a guida francese e ribadisce il concetto: gli europei non possono proteggere i propri interessi se non si dotano d’un esercito europeo che li protegga dalla Russia, dalla Cina e anche dagli Stati Uniti che con Donald Trump diventa  un potenziale avversario dell’Europa stessa. La Francia, pensa ancora Macron, possiede anche i presupposti industriali per dirigere l’esercito europeo, oltre che essere l’unico paese europeo che possiede la bomba atomica.

In un articolo pubblicato sul Corriere della Sera il 18 novembre 2018 (intitolato Parigi vuole l’esercito europeo, la chance di correggere De Gaulle) Sergio Romano ricorda che la Comunità Europea di Difesa fu il sogno di Alcide De Gasperi. Col trattato firmato il 27 maggio 1952 da Belgio, Francia, Repubblica Federale di Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, questi paesi cercarono di attuarlo ma il documento non fu ratificato dall’Assemblea Nazionale Francese per ragioni di politica interna riconducibili a  De Gaulle. Da allora, scrive Romano, la CED riappare ora sulla scena politica ma viene patrocinata dal Presidente francese Emmanuel Macron. Romano capisce l’importanza dell’idea, ma nulla dice sulla possibilità di successo della medesima. Questo articolo sostiene invece che al giorno d’oggi tale possibilità esiste, anche se è soggetta a condizioni e ostacoli difficilmente prevedibili, in parte dovute ai movimenti sovranisti.

Le ragioni per cui il progetto di Macron sembra attuabile attualmente sono in sostanza le seguenti:

la Francia possiede i requisiti per portare a compimento il progetto sia perché è una potenza nucleare, sia perché ha le strutture produttive atte a sostenerlo.

L’unica potenza che avrebbe potuto realizzarlo in questi anni, la Germania, non lo ha fatto, ma ora Angela Merkel ha dichiarato che vuole attuarlo, come emerge dall’ultimo incontro di Macron con la Merkel, avvenuto in Germania il 18 novembre 2018.

Oggi il progetto si lega alla volontà di Francia e Germania di vincere la sfida delle potenze sovraniste, il che potrebbe avvenire con le elezioni europee del maggio 2019, in una data cioè a portata di mano.

Le difficoltà tecniche sono superabili anche se ciò richiede molto impegno e buona volontà.

Il progetto ha dunque delle chances di essere attuato, benché permangano numerose variabili che potrebbero farlo fallire. In un articolo apparso su La Repubblica lunedì 19 novembre (I principi feriti che difendono l’Europa) Ezio Mauro sostiene che “Tutto sembra congiurare contro l’Unione Europea. Ma dai leaders di Francia e Germania arriva un segno di battaglia: l’annuncio di un piano di riforme per rilanciare il progetto europeo”. “Da oggi sappiamo, e anche i populisti lo sanno, che sul Bundestag e sull’Eliseo non sventola bandiera bianca.” Se l’accordo Macron – Merkel sarà mantenuto, pare a di chi scrive, anche l’esercito europeo ha possibilità di essere realizzato e con esso l’affermazione della volontà europea di essere un’entità indipendente, tra i giganti che vorrebbero subordinarla ai loro interessi.

Non può essere ignorato che la creazione d’un esercito europeo potrebbe essere la premessa per una soluzione presidenziale del problema Europa, per la ragione che un esercito europeo richiederebbe un’autorità che lo diriga politicamente, e tale autorità potrebbe essere, appunto, un Presidente eleggibile dalla stessa Assemblea della Comunità Europea.