NASCE COL CAPITALISMO INTANGIBILE UN UOMO PIU’ CONSAPEVOLE DI SE’ E PIU’ OTTIMISTA?

Il saggio Capitalismo senza capitale. L’ascesa dell’ economia intangibile di Askel e Westlake descrive un capitalismo molto diverso da quello tradizionale. Qual è la differenza? Che il capitalismo tradizionale si fondava soprattutto sul danaro, quello intangibile anche sull’elemento culturale inteso come fattore creativo, intellettivo, derivante dalla ricerca, dalla riflessione e dalla fantasia. Gli autori si occupano largamente delle conseguenze del nuovo fenomeno, ma vedono soprattutto quelle collegate alla produzione materiale e sulle cose destinate a sostenerla e ciò toglie completezza alla loro analisi.

Scopo di questo articolo è di sottolineare anche le conseguenze psicologiche ed esistenziali che il fenomeno assume. E’ difficile ignorare anzitutto che nella nuova fase del capitalismo si mettono in gioco numerosi attori sociali che anteriormente  si consideravano esterni alla produzione. Sono artisti delle arti visive, musicisti, compositori, registi cinematografici e teatrali,  cantanti, comici, commentatori, uomini di spettacolo, sceneggiatori,  cantautori, designer, pubblicisti, inventori, scrittori, poeti, presentatori, ecc. che nel capitalismo basato sul solo capitale si consideravano estranei al fenomeno produttivo e in certi casi vivevano isolati o addirittura come bohémien. Quest’ ingresso determina la nascita d’un nuovo clima culturale. Attraverso siffatta trasformazione si può ritenere che il capitalismo senza capitale si tinga di un ottimismo che prima non si notava, anche se  riguarda una parte limitata della popolazione.

E’ il senso della vita che irrompe nella quotidianità. La vita non appare più per questi  soggetti umiliata e triste ma piena di promesse e di possibilità.

Il tipo d’uomo che si forma in tale temperie apprezza i lunghi weekend, le crociere, l’immersione nella natura, le vacanze, le conversazioni con gli amici, l’acquisto di opere d’arte, le conferenze culturali, le mostre di pittura e scultura, la scoperta di luoghi suggestivi e  simili. Possiamo vedere l’interesse di questa species  per la lettura di romanzi, saggi storici e altri testi  e la sua partecipazione con idee proprie a dibattiti e confronti nel mondo delle opinioni, in quello della scienza  e del costume, ecc.

Atteggiamenti, abitudini e simpatie che rivelano un nuovo ottimismo sia pure circoscritto ad un’  élite?

Se non è ottimismo è qualcosa che a questo assomiglia, un’interpretazione positiva della vita e delle finalità esistenziali, una visione aperta del mondo, un’idea libera di se stessi e del proprio destino. Nella quale gli affetti acquistano un posto privilegiato e un rilievo che spesso supera le abitudini costrittive  derivanti dal denaro. In questo tipo d’uomo, che non si estende ovviamente a tutto il mondo industriale, ma ad alcune parti di esso, viene meno insomma la presa esclusiva del fatto economico e emerge l’impegno per lo sviluppo personale pur senza perdere d’occhio la carriera, gli affari e così via.

Possiamo chiamare tutto questo un nuovo ottimismo che si sviluppa a livello di un numero non trascurabile di personalità? A mio avviso è così e deriva proprio dagli elementi formativi  che provengono da un capitalismo attento agli aspetti immateriali del processo di sviluppo dell’economia e della società.  Non è poca cosa, e in rapporto alla situazione precedente, dà luogo a un avanzamento di grande rilievo, che nel tempo può allargarsi ai livelli più profondi della società.

Febbraio 2019