COSA ACCADRA’ NELLE ELEZIONI EUROPEE DEL MAGGIO 2019? VINCERANNO GLI EUROPEISTI O I POPULISTI?

Per capire ciò che uscirà dalle elezioni europee del maggio 2019 è meglio affidarsi ad argomenti concettuali che ad esempi storici provenienti dal passato. La previsione d’una vittoria dell’Europa sulla sfida  populista può  far leva sulle considerazioni seguenti a mio parere realistiche e motivate.

Domanda: quali argomenti possono indurre gli Europei a votare per l’Europa anziché per le forze populiste nelle prossime elezioni europee?

1 – Gli europei non hanno alcun interesse a rinnegare la propria identità storica ossia i caratteri culturali che li hanno accompagnati per lungo tempo nella loro esperienza culturale pregressa. Ne hanno  invece ad attualizzarla mantenendola viva.

2 – Essi hanno interesse altresì a creare istituzioni che sostengano quei tratti storici anziché contrastarli o addirittura sopprimerli.  Tali tratti  infatti sono unici nella storia del mondo.

3 – Tra i fattori che possono rafforzare l’identità  dell’ Europa occupa un posto importante l’esercito europeo,  istituzione che può confermarne visibilmente l’attualità e il valore, nonché garantire la stabilità dell’Unione.

4 – Non è impossibile che tale istituzione venga vista dagli Europei come il punto di passaggio attraverso il quale essi possono transitare a momenti aggregativi successivi, per esempio ad una opzione presidenziale simile a quella scelta a suo tempo dagli Stati Uniti d’America.

Alcune considerazioni su ciascuno dei punti indicati:

l’Identità europea deriva dalla Storia dell’Europa. Un fattore importantissimo che per quest’ultima è un privilegio esclusivo e non imitabile. Nessun  potenziale antagonista può essere dotato  di una eredità storica paragonabile a quella dell’Europa. Il fattore storico peserà dunque molto sulle scelte elettorali perché basato su filoni culturali che appartengono solo al vecchio continente, la Scienza e l’Arte e  quella caratteristica politica che chiamiamo Libertà. Nessun’altra entità socio-politica ha realizzato un itinerario come la Scienza attraverso personalità come Galileo Galilei, Keplero, Newton, de Lavoisier, Einstein, Fermi e molti altri. L’ Arte europea ha avuto uno sviluppo inconfondibile sia nel settore arti visive sia nella letteratura. Quanto alla Libertà si tratta d’un attributo che nessun’altra aggregazione storica ha saputo realizzare come ha fatto l’Europa, sia pure attraverso le terribili prove del XX secolo che tuttavia il vecchio continente è stato in grado di trascendere.

L’ interesse degli Europei di conservare anziché distruggere quanto realizzato nelle fasi pregresse del processo unionistico emerge dai risultati finora raggiunti. E’ vero che l’Unione non è perfetta ma quanto finora ottenuto ha una consistenza tale da non meritare d’essere  gettato via in vista d’un progetto alternativo avventuroso e non chiaro. Le istituzioni attuali possono essere migliorate senza gravi difficoltà attraverso deliberazioni della stessa Assemblea rappresentativa.

La domanda “deve l’Europa dotarsi d’ un esercito proprio”?  Ha finora incontrato poco dissenso perché l’Europa sa di avere una garanzia aggiuntiva come la NATO che si integrerà con il  costituendo esercito europeo senza problemi gravi interni.

L’insieme di questi fattori è così convincente che gli Europei non saranno così sprovveduti da smentirlo con un voto contrario, e preferire ipotesi incerte alla prosecuzione delle esperienze finora compiute sull’onda delle particolarità culturali anteriori.

Il pronostico sui risultati elettorali del maggio 2019 non sembra dunque difficile. Chi vivrà vedrà, ma le premesse portano a ritenere che l’Europa e non il populismo vincerà, quest’ultimo infatti viene già proposto con convinzione decrescente prima delle elezioni.

Febbraio 2019.