L’EUROPA S’E’ DESTA?

Uso il celebre refrain dell’inno di Mameli sostituendo la parola Europa alla parola Italia perché sembra si stia verificando appunto un risveglio del vecchio continente, nel senso che esso pensi a se stesso come  entità socio-politica libera,  indipendente e distinta dalle grandi aggregazioni che si sono imposte nel mondo dopo la seconda guerra mondiale.

Il risveglio riguarda a mio parere due argomenti fondamentali: il modo di vivere e l’assenza nella cultura europea di principi o ideologie totalizzanti che pretendano di subordinare ai propri scopi l’intera esistenza degli individui.

Con la locuzione modo di vivere intendo un insieme di esperienze e di piaceri che rendono la vita desiderabile tanto da costituire il leitmotiv dell’accettazione esistenziale della stessa. Gli Europei si stanno accorgendo che la vita in Europa è migliore di quanto accada in altre parti del mondo come opportunità offerte all’individuo, come possibilità di realizzazione di se stessi. In fin dei conti, pensano gli Europei, nel vecchio continente stiamo meglio che altrove. Perché non difendere questa condizione privilegiata?

Il secondo punto è ancora più importante. Reso possibile perché l’Europa è stata “vaccinata” contro le ideologie e i principi totalizzanti dalle terribili esperienze del XX secolo. Queste esperienze non sono dimenticate. L’Europa tutto vuole fuorché vederle riprodursi. Il mondo delle ideologie è oggi qualcosa che gli Europei escludono in larga maggioranza dalla loro visione. Analogamente non accettano religioni che pretendano di disciplinare tutti gli aspetti della vita. Una delle ragioni per cui ciò accade è che l’Europa ha vissuto come un trauma l’attacco subito da parte dell’ISIS.

L’ ISIS è stato per gli Europei un’esperienza  inaccettabile perché ha rivelato a quali barbarie può arrivare una religione che vuole governare l’intera esistenza delle persone, subordinare quest’ultima ai propri dogmi. Probabilmente ha richiamato alla memoria dei cittadini le guerre di religione del XVI secolo, una delle pagine più fosche della storia occidentale. Questo tragico ricordo si è trasformato in un secondo vaccino nelle coscienze degli Europei che di forme religiose analoghe non ne vogliono più sapere.

Questi fattori uniti insieme, a mio parere, spingono oggi gli Europei a ricomporre l’Europa. Come ciò avverrà è ancora oscuro. Ma esistono le condizioni psicologiche perché le popolazioni del vecchio continente trovino la strada per ridare all’Europa la dignità socio-politica che essa merita.

Marzo 2019