CHI FU VERAMENTE AMERIGO VESPUCCI?

Fu il navigatore che diede il nome all’America. Nel 1507 il cartografo tedesco Martin Waldseemuller, ammiratore di Vespucci, stampò una carta geografica in cui figurava la dizione “America” sull’immagine del nuovo continente, ed essa è stata universalmente accettata.

La personalità storica di Amerigo Vespucci è molto discussa per l’importanza delle scoperte da lui fatte,  le quali portarono all’idea che le terre trovate erano un nuovo continente.

Tenterò una sintesi dell’itinerario esistenziale che Vespucci ha percorso prima di arrivare ai viaggi e dopo le scoperte.

Nasce nel 1454 a Firenze figlio del notaio Nastagio Vespucci, esponente secondario della famiglia omonima, che aveva nel quartiere di Ognissanti il proprio territorio. Ebbe lezioni di latino dallo zio Giorgio Antonio, frequentò il matematico, astronomo e cartografo  fiorentino Paolo dal Pozzo Torricelli, e fu presentato a Lorenzo di Pierfrancesco de Medici, cugino del Magnifico. Questi lo assunse come “maestro di casa” e nel 1491 lo inviò a Siviglia nel fondaco diretto da Giannotto Berardi, un fiorentino che aveva la propria sede commerciale in quella città ed era stato uno dei finanziatori di Cristoforo Colombo nel primo viaggio patrocinato dai reali di Spagna. Entrò in rapporti d’affari con la colonia dei fiorentini esistente a Siviglia e intraprese il mestiere di mercante di spezie e di schiavi che praticò con successo per parecchi anni partecipando anche alla società Berardi – Colombo – Vespucci  dedita appunto a tale attività. Il commercio degli schiavi era allora considerato onorevole e Vespucci ne divenne uno degli esponenti più qualificati.

Arricchitosi con tale mestiere, Vespucci fu in grado di partecipare nel 1499 con mezzi economici propri alla spedizione organizzata da Juan de la Cosa e da Alonso Hojeda verso il nuovo continente. Al comando di alcuni vascelli si separò da Hojeda e navigò verso sud-est, penetrò a fondo nel Rio delle Amazzoni,  arrivando fino al punto in cui si apriva quello che più tardi sarebbe stato chiamato  lo Stretto di Magellano perché percorso per la prima volta, appunto, da Ferdinando Magellano.

Nel 1501 Vespucci fu chiamato dal re del Portogallo Don Manuel a capitanare una spedizione verso occidente con l’obiettivo di conoscere la terra che il Trattato di Tordesillas (1494) fatto con la mediazione del Papa, aveva assegnato al Portogallo. Tornò a Lisbona, città da cui era partito, con la certezza che la terra che aveva costeggiato per più di 4.000 chilometri non poteva essere l’Asia, ma un nuovo continente. Nel 1502 scrisse una lettera

a Lorenzo di Pierfrancesco de Medici con la relazione dei suoi viaggi, lettera che poco dopo apparve in latino col titolo Mundus novus ed ebbe una vasta diffusione.

Amerigo successivamente si ritirò a Siviglia, sposò Maria Cerezo e morì nel 1512 non lasciando memorie o altro scritto che narrasse le sue esperienze.

E’ possibile tentare un giudizio sulla personalità di Vespucci e sulla sua importanza storica? Vorrei effettuare questa valutazione nei termini seguenti, partendo dalla  personalità e arrivando alle conseguenze geopolitiche della sua azione.

Da un punto di vista psicologico Amerigo fu un individuo centrato su se stesso, rivolto a realizzare i propri scopi con la massima decisione e pronto ad ogni sacrificio personale per riuscirci.

Da un  punto di vista sociologico fu la prova vivente di un fatto molto importante: la realizzabilità dei viaggi transoceanici  effettuati tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo dipese largamente dal commercio degli schiavi, dal quale i navigatori potevano ricavare i mezzi economici indispensabili per l’allestimento delle navi e la retribuzione degli equipaggi.

Da un punto di vista cognitivo Amerigo fu il primo a  capire che le terre da lui scoperte formavano un “continente” e con ciò completò la scoperta di Colombo che aveva individuato solo quello che oggi chiamiamo Centro America e credeva di essere arrivato in Asia.

Da un punto di vista geopolitico i viaggi di Amerigo aprirono la strada del nuovo continente alla Spagna e al Portogallo, che divennero nella prima parte del XVI secolo potenze di livello mondiale, soprattutto la Spagna che con Carlo V imperatore fu egemone nell’occidente e mantenne tale preminenza per tutto il secolo XVI.

Maggio 2019