UN PRESIDENTE PER LA COMUNITA’ EUROPEA

Le elezioni europee del 26 maggio 2019 sono state una battaglia anche se combattuta non con armi ma con voti. Ora che ne conosciamo l’esito è ragionevole considerarne le conseguenze.

A mio parere queste possono essere così riassunte: l’Europa intesa come un’unione organica di Stati esce indenne dallo scontro tra europeisti e sovranisti-populisti, in altri termini tra le forze che volevano il proseguimento dell’esperienza unionistica e quelle che prefiguravano la fine o il rallentamento della stessa.

La strada è dunque aperta alla continuazione dell’itinerario verso un obiettivo concreto, la nascita d’un organismo unitario indipendente e capace di autodeterminarsi a fronte di altri organismi analoghi.

Esiste un modello storico al quale l’Unione può ispirarsi nel cammino verso tale obiettivo, quello degli Stati Uniti d’America. Tale modello si articola su un potere legislativo (Parlamento, Senato); un potere esecutivo (Governo); un potere economico-bancario (Banca Centrale); un potere giurisdizionale (Tribunali, Corte Suprema); un potere Presidenziale che si estende dalla politica estera alla direzione delle Forze Armate, alla strategia con cui combattere contesti ostili, alla nomina di giudici della Corte Suprema, alla difesa nazionale in caso di pericolo, alle scelte di politica economica, ecc.

L’Unione Europea può far proprio tale modello assumendo poteri analoghi che la possano omologare al già collaudato modello americano.

Essa è già dotata d’un potere legislativo (Parlamento di Strasburgo), d’un potere esecutivo (Commissione Europea), d’un potere giurisdizionale (Tribunali e Corti dei singoli Stati e dell’Unione in quanto tale), d’un potere economico-bancario (Banca Centrale Europea); ma non di un  potere presidenziale. Tale lacuna impedisce all’Unione Europea di avere la completezza operativa e l’autoreferenzialità che occorrono per essere indipendente e libera da condizionamenti esterni come lo è il prototipo americano.

Si pone per la U.E. il problema: come dotarsi di un Presidente avente poteri analoghi a quelli che ha il Presidente USA?

Una strada potrebbe essere quella di attribuire tale funzione al Presidente della Commissione Europea, un’altra di procedere all’elezione mediante suffragio diretto tra candidati alla carica, un’altra ancora d’accettare l’assunzione del ruolo presidenziale da parte di un personaggio attualmente non immaginabile.

Si può percorrere una strada o l’altra ma, a mio avviso, l’indicata dissonanza rispetto al sistema americano va eliminata, se l’Unione vuole realizzare una propria identità e indipendenza rispetto alle grandi consociazioni politiche del nostro tempo. La realizzazione d’un esercito europeo può essere un preludio ad una presidenza europea, perché il Presidente è il capo naturale delle Forze Armate, come lo è negli Stati Uniti d’America.

Maggio 2019