Commento al saggio di Guido Tonelli GENESI IL GRANDE RACCONTO DELLE ORIGINI, Feltrinelli Editore, 2019

Guido Tonelli – fisico al CERN di Ginevra, professore all’Università di Pisa, uno dei padri della scoperta del bosone di Higgs – in questo libro dedicato alla genesi del tutto, si propone di evadere la domanda “com’è nato l’universo?” cominciando dalle risposte datele dai racconti mitologici fino al presente. Ricorda che nel 1610 Galileo Galilei, professore di geometria e meccanica all’università di Padova, pubblica Sidereus nuncius, nel quale  espone il frutto delle osservazioni fatte col cannocchiale d’ un occhialaio olandese,  sulla Luna e sui satelliti di Giove. Con lui comincia, scrive Tonelli, l’intervento della scienza sulla questione; e la scienza riesce a darle una risposta soddisfacente mediante la fisica delle particelle elementari e i supertelescopi. Questi due mezzi di conoscenza portano l’uomo a rispondere razionalmente alla domanda indicata percorrendo varie fasi di avvicinamento: le osservazioni sull’allontanamento delle galassie fatte da Edwin Hubble, un astronomo che lavorava all’osservatorio di monte Wilson in California dotato del telescopio più potente dell’epoca; la teoria del Big Bang convalidata dalla scoperta del rumore cosmico di fondo da parte dagli astronomi statunitensi Arno Penzias e Robert Wilson; la teoria dell’ inflazione cosmica proposta da Alan Guth; e infine il bosone di Higgs scoperto al CERN di Ginevra nel 2012. La Genesi viene così spiegata dalla scienza, mentre il pensiero religioso continua a riferirsi alla “Genesi”, che è un libro sacro, scritto nel VI secolo a.C., quando Nabucodonosor II, dopo aver espugnato Gerusalemme e distrutto il tempio, aveva deportato il popolo ebraico ridotto alla disperazione e indotto a resistere con quel testo al quale gli ebrei si aggrappavano per sopravvivere.

Scrive Tonelli, pag. 218, “Nasce da queste suggestioni l’idea di scrivere questo libro e intitolarlo Genesi. Per consentire a tutti di fare proprio il grande racconto delle origini che la scienza moderna ci consegna, capire le nostre radici più profonde e trovarvi spunti con i quali affrontare il futuro”.

Osservo che la contrapposizione tra la scienza e la narrazione biblica non poteva essere da parte dell’autore più esplicita. Tutto nel libro è a favore della scienza. Peccato però che Tonelli non si spinga fino a indicare le conseguenze storiche di ciò che ha sostenuto. La visione biblica dell’origine del mondo costituisce infatti la base delle religioni monoteistiche che sono dunque, secondo la stessa visione di Tonelli, delle entità basate su favole, su menzogne. Tali entità tuttavia dispongono a tutt’oggi di enormi poteri, di privilegi, di ricchezze  e condizionano mentalmente milioni e milioni di persone. E’ logico inferire – sulla base di ciò che Tonelli ha constatato – che la fonte primaria di tali religioni è contraria al vero. Ciò non poteva essere dimenticato da un autore preoccupato, come egli stesso dice, del modo con cui affronteremo il futuro. Si tratta di entità sociali che emettono sentenze, assegnano orientamenti etici, accumulano ricchezze, pur essendo  esse stesse fondate su un falso clamoroso concernente l’origine del tutto. Perché Tonelli non esplicita tutto questo?

A mio parere quando un autore perviene ad una constatazione verosimile deve dirlo al suo pubblico. Tonelli, sulla versione che mistifica le origini non lo ha fatto. Per tale ragione lo sforzo analitico da lui compiuto per altri versi egregio, mi sembra in buona parte sprecato.

Giugno 2019