COMMENTO ALL’ARTICOLO DI SERGIO ROMANO “UTILITA’ DELLA SCONFITTA. ILLUSIONI DELLA VITTORIA” in LA LETTURA Corriere della Sera, Domenica 18 Agosto 2019

La conclusione teorica di questo articolo di Sergio Romano sembra essere la seguente: “Le vittorie militari nuocciono spesso ai vincitori ma possono giovare qualche volta ai Pesi sconfitti” (pag.5). L’ambiguità della massima ne svuota in parte la rilevanza, ne resta però la pretesa di stabilire un principio, cioè che possono venire premiati i vinti e puniti i vincitori.

A me sembra tuttavia che questa tesi non sia stata affatto convalidata dalla seconda guerra mondiale che ha premiato vistosamente uno dei vincitori, cioè gli Stati Uniti d’America. L’emersione di questa potenza come protagonista principale nella geopolitica è del tutto evidente. Anteriormente al primo conflitto mondiale gli USA non esistevano come potenza dominante, anche se Wilson li ha fatti scendere in campo nel medesimo,  dopo la seconda sono diventati i “padroni del mondo” ed è molto dubbio che oggi stiano perdendo questa qualifica.

Si configura invece un’altra situazione: accanto agli USA si pone una potenza, la Cina, che non esisteva come tale all’inizio della seconda guerra mondiale. Essa contende agli Stati Uniti il primato nel mondo. Ma è troppo presto per dire che ci riuscirà, perché gli USA non hanno alcuna intenzione di farsi portare via l’ambito trofeo.

Frettolosi appaiono i giudizi sull’attuale Presidente USA Donald Trump, considerato da molti commentatori inattendibile, ma che è sempre al centro delle politiche mondiali e tutt’altro che disposto a ritirarsi dalla scena. Se Donal Trump verrà rieletto presidente, chi potrà dire che gli USA stanno perdendo il primato conquistato nella seconda guerra mondiale?

La massima coniata da Sergio Romano è dunque tutt’altro che dimostrata sulla base della storia reale. Essa ipotizza solo uno degli sbocchi possibili nel gioco degli eventi che si possono verificare.

Personalmente penso che le potenzialità USA siano tutt’ora enormi e che il preannuncio di una loro prossima decadenza sia un azzardo pericoloso. Le sconfitte subite dopo la seconda guerra mondiale non sono sufficienti a decretarne l’involuzione. Vi sono esempi storici di potenze sconfitte che hanno vinto la partita finale. Esempio classico: quello dell’antica Roma umiliata da Annibale nella seconda guerra punica ma vincitrice della terza. Molto dipenderà dalla capacità di creare o scoprire nuove tecnologie e su questo terreno la battaglia tra i due contendenti  è tutt’altro che finita.

Un confronto dall’esito incerto, ma gli USA potrebbero ripetere ciò che è avvenuto negli anni ’80 del XX secolo nel duello USA – URSS. Allora il Presidente americano era Reagan, oggi è Trump. La partita è aperta, ma è imprudente dare fin d’ora  la vittoria all’una o all’altra entità sfidante, sulla base di un aforisma, come sembra fare Sergio Romano nel suo articolo.

Agosto 2019.