Opere letterarie

OPERE LETTERARIE

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Giunto al culmine della sua esperienza scientifica, Prandstraller ha sentito l’esigenza di narrare, recuperando così una vocazione giovanile da cui aveva dovuto separarsi per esigenze esistenziali e familiari. L’occasione per il ricupero della narrazione è venuta da un amore verificatosi proprio in un’epoca in cui nella società occidentale l’amore diventava difficile e poco creduto. Il testo con cui l’A. ha sentito il bisogno di raccontare un amore comparso nella sua vita con perentoria effettività, è “Storia di M. & P.” testo scritto di getto come rappresentazione d’un sentimento non rinunciabile e sconvolgente. L’opera è stata pubblicata insieme con la ricerca intitolata: “Discorso sull’amor difficile”, dalle Edizioni Sapere di Padova nel 1998. (immettere la copertina del libro) La parte saggistica del libro riposa sull’esame di numerosi film di registi contemporanei come E. Rohmer, P. Leconte, R. Linklater, N. Mikhalkov, L. Malle, F. Truffaut, Woody Allen, ecc., dai quali poteva trarsi la conclusione che l’amore era profondamente contestato come fattore portante della vita esistenziale, addirittura come possibilità umana realizzabile.

Storia di M. e P. è leggibile in questa sede insieme al saggio “Il bisogno di amore e lo spirito della meccanica quantistica”, tentativo di descrivere ciò che permane del sentimento amoroso nell’epoca in cui la fisica quantistica con la sua indeterminatezza diventa parte fondamentale della fisica del XX secolo.

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L’A. recupera a questo punto l’antica passione per la Storia e sente il bisogno di fonderla con l’inclinazione letteraria. Le opere narrative scritte da Prandstraller nel nuovo secolo derivano da processi di “reviviscenza” di personaggi storici nella cui vita l’A. s’immedesima per ricavarne storie articolate e attraenti, nelle quali dominano le vicende intime dei personaggi accanto a quelle ufficiali per cui il personaggio è passato alla storia.

Nel 2004 viene così pubblicato il racconto-fiaba “Eric il Rosso scopre la Groenlandia” (inserire copertina del libro) con illustrazioni della brillante artista Anna Maria Zanella, Editore Biblos, Cittadella, 2004, nel quale viene interpretata e descritta la vicenda umana di Eric il Rosso, il vichingo che attorno al 1000 d.C. scopre la mitica Groenlandia (Terra Verde) partendo dalla Norvegia e facendo scalo in Islanda. È l’esperienza introduttiva a un genere letterario al quale l’A. si dedicherà in seguito con passione.

Altra opera narrativa di Prandstraller è, infatti, “Le galline pavàne di Galileo”, Editrice Cleup, Padova, 2006, II edizione 2009. (immettere copertina del libro) Nel quadro della rivisitazione compiuta da un professore di scienze sociali in pensione (che percorre la città di Padova evocandone le vicende storiche) viene raccontato ne Le galline… l’arrivo nel 1592 di Galileo Galilei, ventottenne, nell’Università di Padova, come professore di matematica, con particolare riferimento ai contatti stabiliti dallo scienziato con eminenti personaggi dell’epoca come Gianvincenzo Pinelli (che possedeva a Padova una delle più importanti biblioteche d’Europa), il nobile veneziano Gianfrancesco Sagredo, il medico e anatomista Fabrici D’Acquapendente (lo scienziato al quale è dovuto il teatro anatomico di Padova, il più antico del mondo). Il racconto investe anche gli amori di Galileo con due giovani donne, Marina ed Elisabetta, di differente rango sociale. Vengono qui riportati due capitoli del libro, e cioè “Le galline pavàne di Galileo” ed “Galileo ed Elisabetta, attrazione e intimità”. La seconda edizione del libro (2009) incorpora anche il saggio “Storia come piacere”, trattazione teorica del metodo della reviviscenza dei personaggi storici. Anche tale saggio è qui riportato.

Nel 2009 l’Autore pubblica (sempre per l’Editore Cleup di Padova) un altro romanzo dedicato al viaggio in Italia del grande paesaggista francese Jean Baptiste Camille Corot, avvenuto tra il 1825 e il 1828: il titolo del romanzo è “I laghi italiani di Corot” (immettere copertina del libro) È una conferma brillante della validità del metodo sopra indicato, applicato al padre del paesaggio lirico moderno. Il romanzo richiama le fasi dell’esperienza di Corot anteriori al viaggio, e soprattutto la sua dedizione all’arte, nonché le rinunce che Corot sopportò per realizzare la propria identità artistica. La fase preliminare ha come scenario la Francia post-napoleonica e le esperienze del giovane Corot presso i pittori Achille Etna Michallon e Jean Victor Bertin; La fase attuativa del viaggio vede Camille Corot visitare le città italiane (Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Tivoli, Civita Castellana, e molte località del Lazio come Castel Sant’Elia, Narni, Nemi, ecc; e i laghi di Nemi, Albano, Piediluco, Bolsena, Bracciano, e infine il Lago di Garda. È qui riportata per intero la presentazione che introduce al romanzo, dalla quale il lettore potrà ricavare anche un quadro realistico della solitudine e della frantumazione storica dell’Italia nel primo ‘800. L’immedesimazione dell’A. con il giovane Corot è nel romanzo particolarmente riuscita. La prosa semplice, lineare e priva di compiacimenti attesta, forse, che l’A. è riuscito a “rivivere” le esperienze di un grande artista.

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